Monastero di Havuts Tar

Monastero di Havuts Tar

Il monastero di Havuts Tar si trova nella provincia di Kotayk, tra i centri abitati di Garni e Goght, su una delle alture della riva sinistra del fiume Azat. Il complesso è costituito da due gruppi monumentali principali, quello occidentale e quello orientale. Nella sezione occidentale si trova la chiesa principale, risalente al XIII secolo, mentre la sezione orientale è stata ricostruita nella prima metà del XVIII secolo.

Una delle più importanti testimonianze medievali giunte fino a noi riguardo al monastero riguarda il principe Grigor. Mkhitar Ayrivanetsi riferisce che egli fece costruire una chiesa a Havuts Tar. Informazioni più dettagliate sono state tramandate dall’abate del XIV secolo, il vescovo Natanayel: secondo la sua testimonianza, nel 1002 il principe Grigor fece ristrutturare il monastero e costruì la chiesa cattedrale (Katoghike) a nove absidi. Natanayel rileva inoltre che il principe acquistò il vicino villaggio di Goght dal re Gagik I e da Hovhannes-Smbat e lo donò al monastero.

Una delle reliquie più notevoli di Havuts Tar era la croce conosciuta come «All-Savior» (Amenaprkich). Nel 1213 fu costruita la cappella di Surb Karapet all’interno del complesso monastico. La sua iscrizione riporta che tre discepoli — Sostanes, Matteos e Grigores — costruirono la cappella sulle tombe dei loro maestri, Sita e Simavon.

Havuts Tar fu anche un importante centro di copiatura di manoscritti. Qui, nel 1214, lo scriba Ignatios scrisse e miniò un Vangelo; nel 1236 fu realizzato un altro Vangelo; e nel XV secolo lo scriba Stepanos lavorò presso il monastero.

Il monastero fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1679. In seguito fu nuovamente devastato durante l’invasione dei Lezgini del 1755 e abbandonato. Simeon Yerevantsi attesta che nel 1765–1767, mentre scriveva il «Jambr», Havuts Tar era già deserto.

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