Fortezza di Berdi Glukh

Fortezza di Berdi Glukh

Sul versante occidentale dell’altopiano che si erge al centro della città di Gavar, nella provincia di Gegharkunik, si trovano le rovine della fortezza ciclopica nota come Berdi Glukh (“Testa della fortezza”), risalente alla Prima Età del Ferro (II–I millennio a.C.).

La lunghezza della fortezza da ovest a est supera i 400 metri; essa ha inizio all’estremità occidentale, dove il terreno è ripido, e termina, nella parte orientale, con un muro largo circa quattro metri. La larghezza media della fortezza da nord a sud è di 110 metri. Insieme alla sua cittadella, la fortezza occupa circa 5,0 ettari, di cui 1,5 ettari sono occupati dalla cittadella.

Nella parte centrale della fortezza e nella parte sud-occidentale della cittadella sono visibili tracce di abitazioni, di cui una fila di muri è visibile in superficie. Tracce di abitazioni sono visibili anche sui pendii meridionali dell’altopiano.

Nel 1927, un’iscrizione urartea scoperta sul territorio della fortezza da T. Avdalbegyan ha apportato un contributo significativo allo studio della storia della terra di Veliqukhi e della fortezza di Berdi Glukh.

L’iscrizione recita quanto segue: «Per la potenza del dio Khaldi, Rusa, figlio di Sarduri, dice: Ho sconfitto il re della terra di Veliqukhi, l’ho reso schiavo, l’ho allontanato da quella terra, vi ho insediato un viceré, ho costruito la porta del dio Khaldi e una magnifica fortezza, e le ho dato il nome di Città del Dio Khaldi».

Dall’iscrizione risulta chiaro che la valle del fiume Gavarget era chiamata, nel periodo pre-urarteo, terra di Veliqukhi; che il re urarteo Rusa I (730–714/713 a.C.) conquistò Veliqukhi; che vi costruì un tempio e una fortezza in nome del dio Khaldi e nominò un nuovo sovrano.

La fortezza di Berdi Glukh ebbe due fasi di costruzione: quella pre-urartea e quella urartea. La fortezza urartea si presentava dall’esterno come un unico insieme, circondata su quattro lati da possenti mura, sulle quali sorgevano alte torri.

Nell’angolo sud-orientale della fortezza sorgeva un tempo un’enorme torre, dalla quale era possibile osservare l’intera valle del fiume Gavarget e le due fortezze della gola di Mrtbi e di Artsvakar. Le fondamenta della torre misurano 4 × 4 metri e sono simili, nella costruzione, alle altre mura della fortezza.

All’interno, la fortezza era divisa da un muro divisorio in due parti: occidentale e orientale. La parte occidentale è leggermente più alta e occupava una superficie minore. Sui lati meridionale, occidentale e in parte nord-occidentale è più inespugnabile, ed è probabilmente qui che sorgeva la cittadella. La parte orientale, più estesa, costituiva l’insediamento fortificato.

La fortezza di Berdi Glukh era priva di una propria fonte d’acqua e si presume che disponesse di un passaggio sotterraneo attraverso il quale, in caso di assedio, fosse possibile convogliare l’acqua dal fiume Gavarget.

In direzione dell’angolo sud-orientale di Berdi Glukh, sul fiume si trova un ponte costruito con lastre di pietra. Il ponte è rimasto intatto quasi fino ai giorni nostri; la popolazione locale lo chiama «Ponti di Pietra».

Le ricerche condotte presso la fortezza e i reperti ivi rinvenuti dimostrano che Veliqukhi era una terra di rilievo, con i suoi insediamenti-fortezza, non solo durante il periodo del dominio urarteo, ma anche prima, a partire dalla fine del secondo millennio, e dopo, fino ai primi secoli della nostra era. Gli storici ritengono che, sebbene dopo la caduta del regno urarteo la fortezza di Berdi Glukh e la città di Khaldi abbiano perso la loro importanza come roccaforti del regno di Van, la vita in quei luoghi non si sia interrotta e l’insediamento non sia stato completamente abbandonato.

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