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Aznavour Center — Museo di Charles Aznavour Cultural

Aznavour Center — Museo di Charles Aznavour

Yerevan

L'Aznavour Center è un museo interattivo e centro culturale nella parte alta della collina del Cascade a Yerevan, un progetto a cui Charles Aznavour lavorò personalmente negli ultimi due anni della sua vita. Le fonti collocano l'apertura in due fasi: l'edificio fu inaugurato nel 2011 (alla presenza di Nicolas Sarkozy e dell'allora presidente Serzh Sargsyan), mentre l'esposizione interattiva completa — 10 sale che ripercorrono la vita di Aznavour dalla storia familiare alla fama mondiale, con audioguida narrata dalla sua stessa voce — fu completata in seguito. Tra gli oggetti esposti: dischi, libri, premi e locandine; l'edificio ospita anche concerti, mostre e conferenze, oltre a un programma educativo di cinema, musica e francese (in parte attraverso i testi delle canzoni di Aznavour). Cosa fare: visitare le 10 sale espositive con audioguida, ammirare cimeli personali (premi, locandine, registrazioni), assistere a concerti/mostre/conferenze secondo il calendario, seguire corsi di francese o di musica/cinema.

Casa-museo di Alexander Spendiaryan Cultural

Casa-museo di Alexander Spendiaryan

Yerevan

La Casa-museo di Alexander Spendiaryan, fondata nel 1963 e aperta al pubblico nel 1967, fu il primo museo armeno dedicato a un musicista. Occupa l'appartamento dove il compositore visse gli ultimi anni (1926-1928), in un edificio monumento protetto di rilevanza repubblicana (architetto Nikoghayos Buniatyan). Fondatrice fu la figlia del compositore, Marina Spendiarova. La collezione di oltre 1.400 oggetti è esposta nelle sale "Percorso di vita" e "Percorso creativo"; il suo studio appare come ai tempi in cui era in vita. Una sezione è dedicata alla storia scenica dell'opera "Almast", la prima opera nazionale armena. Cosa fare: ammirare lo studio restaurato e gli effetti personali, provare il "Direttore d'orchestra virtuale", ascoltare una registrazione del violino del compositore, suonare uno "Spendiarofono", esplorare l'esposizione sull'opera "Almast", seguire una visita guidata in armeno, russo o inglese;

Museo Hovhannes Tumanyan Cultural

Museo Hovhannes Tumanyan

Yerevan

Il Museo Hovhannes Tumanyan è stato istituito il 5 aprile 1953 in occasione del trentesimo anniversario della morte di Hovhannes Tumanyan, uno dei poeti e scrittori più celebri dell’Armenia. È stato fondato e inizialmente diretto da Ashkhen Tumanyan, figlia del poeta, e progettato dall’architetto Grigor Aghababyan. L’edificio permanente sorge sulla cima di una collina al numero 40 di via Moskovyan, nel centro di Yerevan, raggiungibile salendo 54 gradini, un numero scelto per simboleggiare gli anni di vita di Tumanyan. Nel 1969 vi è stata inaugurata una nuova sala espositiva dedicata alla vita e all’opera del poeta. Il museo conserva tra i 18.000 e i 19.000 reperti, tra cui manoscritti, la sua biblioteca personale, oggetti personali, archivi di famiglia, documenti, schizzi e pubblicazioni delle sue opere in oltre 45 lingue. La collezione comprende anche mobili e ambienti abitativi ricostruiti che riproducono la sua residenza. Cosa si può fare: Ammirare manoscritti, oggetti personali e la biblioteca personale del poeta Hovhannes Tumanyan. Visitare le stanze ricostruite della sua residenza e gli archivi di famiglia.

Casa-museo di Aram Khachaturian Cultural

Casa-museo di Aram Khachaturian

Yerevan

La Casa-Museo di Aram Khachaturian è dedicata al compositore Aram Khachaturian, famoso a livello internazionale per opere quali i balletti “Gayane” e “Spartacus” e la “Danza del sciabola”. Il museo offre visite guidate, dimostrazioni con visori VR e proiezioni di film musicali; la sua sala da concerto e il giardino sono disponibili per l’affitto in occasione di eventi culturali. Partecipa alle iniziative di ingresso gratuito organizzate a livello cittadino, tra cui le Giornate delle Porte Aperte l’ultimo sabato di ogni mese per i cittadini armeni, nonché alle celebrazioni della Giornata Internazionale dei Musei e delle Giornate Europee del Patrimonio. Cosa fare: Visitate le mostre del museo dedicate alla vita e all’opera del compositore Aram Khachaturian. Provate una dimostrazione con visori VR legata alla sua musica.

Casa-museo di Martiros Saryan Cultural

Casa-museo di Martiros Saryan

Yerevan

La Casa-Museo di Martiros Saryan è stata inaugurata nel 1976, nello stesso edificio in cui il pittore Martiros Saryan (1880-1972), una delle figure più significative dell’arte armena del XX secolo, ha vissuto e lavorato. Il museo conserva oltre 300 delle sue tele, che abbracciano diversi periodi della sua carriera, tra cui opere intitolate «Fiori orientali», «Autoritratto» e «Natura morta con maschere egizie». Una delle attrazioni principali è lo studio di Saryan, conservato così com’era, dove i visitatori possono vedere il suo spazio di lavoro e i suoi strumenti proprio come li ha lasciati. Da allora l’edificio è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione, con l’aggiunta di un quarto piano che ora ospita una sala conferenze e uno studio d’arte. Il museo organizza programmi didattici per bambini e ospita concerti musicali, oltre a portare avanti ricerche accademiche sulla vita e l’opera di Saryan. Cosa fare: Ammirare oltre 300 dipinti di Martiros Saryan che abbracciano tutta la sua carriera. Passeggiare nel suo studio conservato e osservare i suoi strumenti originali e il suo spazio di lavoro.

Museo Sergei Parajanov Cultural

Museo Sergei Parajanov

Yerevan

Il Museo Sergei Parajanov è dedicato al regista armeno Sergei Parajanov, autore di “Il colore dei melograni” e “Le ombre degli antenati dimenticati”. Il governo armeno ha istituito il museo nel 1988 presso il Centro Etnografico di Dzoragyugh, realizzando due edifici: uno destinato alle mostre e l’altro ispirato alla residenza di Parajanov. Il museo conserva oltre 600 opere d’arte, di cui circa 250 esposte in modo permanente insieme a documenti e fotografie. La collezione riflette l’ampia produzione creativa di Parajanov al di là del cinema, comprendendo assemblaggi, collage, disegni, bambole e bozzetti cinematografici, gran parte dei quali realizzati durante i suoi cinque anni di prigionia in Unione Sovietica e nei circa quindici anni successivi in cui gli fu vietato di dedicarsi alla realizzazione di film a livello professionale. Il museo conserva inoltre la corrispondenza tra Parajanov e personalità quali Andrei Tarkovsky, Mikhail Vartanov, Federico Fellini, Yuri Nikulin e Lilya Brik, nonché gli arredi della sua casa di Tbilisi, documentati dal regista Mikhail Vartanov prima del loro trasferimento in Armenia. La sua opera fonde le tradizioni artistiche armene, orientali ed europee attraverso materiali non convenzionali e composizioni tridimensionali. Cosa potete fare: Ammirare circa 250 tra collage, assemblaggi, disegni e bambole di Parajanov, molti dei quali realizzati durante gli anni di prigionia e di esilio professionale. Ammirare la corrispondenza personale con personaggi quali Fellini e Tarkovskij. Ammirare gli arredi della sua casa di Tbilisi. Assistere a una proiezione cinematografica in loco (gruppo minimo di 5 persone). Partecipare a una visita guidata o a un tour audio in una delle dieci lingue disponibili.

Fortezza e Museo di Erebuni Cultural

Fortezza e Museo di Erebuni

Yerevan

La fortezza di Erebuni sorge sulla collina di Arin Berd a Yerevan e fu fondata nel 782 a.C. dal re urarteo Argishti I. La fortezza fungeva da importante centro amministrativo e religioso e, per un certo periodo, da capitale reale affacciata sulla valle del fiume Aras. Il suo nome deriva dalla parola urartea «erebuni», che si ritiene significhi «cattura», «conquista» o «vittoria», e molti studiosi la considerano il punto di origine dell’odierna Yerevan, data la connessione linguistica tra i due nomi. La fortezza fu costruita sulla cima di una collina alta 65 metri, con una pianta triangolare circondata da bastioni alti dai 10 ai 12 metri, realizzati in basalto, tufo, legno e mattoni crudi. Al suo interno si trovavano il palazzo di Argishti, una sala delle assemblee reali con colonne, un tempio dedicato al dio Khaldi, alloggi per la guarnigione, magazzini e pareti decorate con affreschi a tema religioso e profano. Il Museo-Riserva storico-archeologica di Erebuni è stato inaugurato nel 1968 in occasione del 2.750° anniversario della fondazione della città, in un edificio progettato dagli architetti Shmavon Azatyan e Baghdasar Arzumanyan in uno stile che richiama l’architettura palaziale urartea. Il museo conserva oltre 12.700 reperti che coprono un arco temporale che va dal periodo pre-urarteo fino alla prima era armena, tra cui iscrizioni cuneiformi, armature, gioielli, bracciali di bronzo e vasi cerimoniali. Una delle iscrizioni documenta proprio la fondazione della città stessa. Cosa fare: Passeggiare tra le rovine riportate alla luce della fortezza di Argishti I, risalente all’VIII secolo a.C., sulla collina di Arin Berd, tra cui i resti del palazzo, della sala delle assemblee e del tempio dedicato a Khaldi. Ammirare oltre 12.700 reperti nel museo sottostante, tra cui iscrizioni cuneiformi, armature e vasi cerimoniali.

Museo del Genocidio armeno (Tsitsernakaberd) Cultural

Museo del Genocidio armeno (Tsitsernakaberd)

Yerevan

Il complesso commemorativo di Tsitsernakaberd sorge su una collina a Yerevan e costituisce il memoriale ufficiale dell’Armenia dedicato alle vittime del Genocidio armeno. L'idea di un memoriale permanente risale al 1960, sotto la guida del Partito Comunista, e il 15 febbraio 1965 le autorità armene approvarono i progetti ufficiali per onorare le 1,5 milioni di vittime. È stato progettato dagli architetti Arthur Tarkhanyan e Sashur Kalashyan, in collaborazione con l’artista Hovhannes Khachatryan. Il complesso è costituito da tre elementi principali. Il Tempio dell’Eternità è formato da dodici lastre di basalto disposte in cerchio attorno a una fiamma eterna; le dodici lastre rappresentano le province storiche dell’Armenia occidentale. La Colonna Commemorativa si erge per 44 metri ed è divisa in due sezioni che simboleggiano la rinascita nazionale. Il Muro Commemorativo si estende per 100 metri e reca incisi i nomi delle città e dei villaggi colpiti dai massacri e dalle deportazioni, mentre sul retro sono incisi i nomi delle persone che aiutarono a salvare gli armeni durante il genocidio. Il Museo-Istituto del Genocidio Armeno è stato inaugurato accanto al memoriale nel 1995, in occasione dell’80° anniversario del genocidio; progettato da Sashur Kalashian, Lyudmila Mkrtchyan e dallo scultore F. Araqelyan come struttura a due piani incastonata nel fianco della collina, in modo da non entrare in contrasto visivo con il monumento sovrastante. Dispone di oltre 1.000 metri quadrati di spazio espositivo distribuiti in tre sale interne e una galleria all’aperto, oltre a un auditorium da 170 posti, una biblioteca e un archivio; svolge attività di ricerca accademica e pubblica l’International Journal of Armenian Genocide Studies. Cosa fare: Passeggiate nel complesso commemorativo e ammirate il Tempio dell’Eternità, la fiamma eterna, la Colonna Commemorativa alta 44 metri e il Muro Commemorativo lungo 100 metri su cui sono incisi i nomi delle città e dei villaggi colpiti. Visitate le sale espositive del museo sotterraneo che documentano il genocidio attraverso fotografie, documenti e testimonianze.

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